Aus der Geschichte des BAMF – Souvenirs de l’OFAEM – Ricordi storici dell’UFAEM

Esercizio di Lodrino

Il 2 novembre 1940 il Comando del Parco aviazione dell’Esercito riceve dal comandante delle truppe d’aviazione l’ordine di costruire degli aerodromi a Lodrino, ad Ambri e a San Vittore. A Lodrino e a San Vittore i lavori hanno inizio nel gennaio del 1941, ad Ambri nel maggio del medesimo anno.

13 settembre 1941: L’aerodromo di Lodrino è ultimato e agibile.

30 settembre 1941: L’aviorimessa 1 è pronta.

A fine ottobre 1941: La base di San Vittore può essere messa in esercizio.

11 dicembre 1941: La piazza di Ambri è pronta.

Nel 1942 si costruiscono a Lodrino un’officina di riparazione (l’attuale edificio “montaggio”) e i rifugi cosiddetti “leggeri” per veicoli; ad Ambri e a San Vittore 4 rifugi. A fine dicembre 1942 a Lodrino è già attivo uno scaglione di 10 uomini, occupato nella sistemazione interna degli edifici.

Il 1° gennaio del 1943 il cap Hermann Hitz assume il comando del Distaccamento 92 appena costituito (così si chiamerà l’azienda di Lodrino durante l’intero periodo bellico. L’effettivo iniziale comprende: 1 comandante, 2 ufficiali e 50 uomini. Il mese di aprile di quell’anno giungono le prime formazioni militari: a San Vittore si tratta della cp 14, ad Ambri della cp 12. Nel maggio 1943 Lodrino assume i primi tre apprendisti e dà inizio ai lavori di costruzione della pista pavimentata di 850 x 40 m. Sorgono inoltre un secondo edificio officina (la vecchia officina motori – poi smantellata negli anni ’80) e la mensa, pure sostituita nel 1992 nonché un accantonamento per la truppa (18 baracche) ubicato laddove la N2 incrocia oggi la strada d’accesso a Lodrino.

Bau der Piste / Construction de la piste / Costruzione della pista

All’inizio del 1944 l’effettivo sale a 84 unità e il comando del pc av es annuncia che: “….il Dist 92 dispone di officine per i lavori di controllo e piccole riparazioni ai velivoli”. Sulla piazza inizia la costruzione di 4 nuovi rifugi per velivoli del tipo U-43, ad Ambri invece i rifugi saranno in totale 7. La Confederazione acquista a Lodrino 238 000 m2 di terreno.

Beladen eines C-36 mit Abwurfbehältern mit Hilfsgütern / Préparations pour une opération de secours en montagne / Contenitori d'approvvigionamento per impieghi di soccorso

1945: l’effettivo di Lodrino è composto da 102 uomini, 83 ticinesi e 19 confederati; Ambri occupa invece un solo collaboratore quale custode della piazza.

1948: Sul Monte Ceneri si costruisce una stazione radio VHF, la vecchia struttura radio di Locarno appartenente alla Radio Schweiz viene trasferita a Lodrino ove servirà da stazione radio e da ufficio start. Essa dispone d’un apparecchio di trasmissione terrestre del tipo FG X.

1949: Il mese d’agosto vede l’intervento dei pompieri aziendali in un vasto incendio di bosco sopra Osogna. Si costruisce l’aviorimessa 2 con annesso piazzale in cemento di 30 x 35 m. Ad Ambri prende avvio la costruzione della caverna velivoli. Si tratta di un primo prototipo il cui concetto differisce dagli impianti sorti più tardi sulle altre piazze.

La statistica di volo del 1950 registra a Lodrino 3387 atterraggi, a San Vittore 1029 e ad Ambri 630.

1951: Al Pizzo Matro sorge la prima stazione radio: OC, onda 2; OUC, onda B. Dopo alcune inevitabili difficoltà iniziali l’impianto funziona bene. Essa permette il contatto radio con gli aeroplani in volo sopra le alpi: a sud della linea Andermatt-Disentis tramite OUC e per mezzo delle onde corte a sud della linea Amsteg-Linthal. La pista di Ambri viene prolungata a 1550 m.

Die erste Funkstation auf dem Matro / Ancienne station radio Matro / Vecchia stazione radio sul Matro

1954: Hermann Hitz esprime serie preoccupazioni sul futuro della sua azienda che viene un po’ emarginata in seguito all’avvento degli aviogetti che a Lodrino non possono atterrare e scrive quindi alla direzione: “… rinnoviamo pertanto la nostra proposta di attribuire all’esercizio la responsabilità e i compiti di Gruppo *(l’equivalente dell’attuale centro responsabile) per i futuri aerei d’addestramento.”

Vor dem Bau der Autobahn / Piste de Lodrino avant la construction de l’autoroute / Pista Lodrino, davanti alla costruzione dell’autostrada
Bau der Hartbelagspiste / construction de la piste en dur / Costruzione della pista asfaltata

1957: Ad Ambri viene installata la prima rete d’arresto.

1958: Lodrino diventa centro responsabile del velivolo D-3801 “Morane”, che però a quel momento è già sulla via del tramonto (leggi: liquidazione). Il 6 settembre la truppa compie il suo primo corso di ripetizione nella caverna con velivoli DH-112 “Venom” di cui il Distaccamento esegue i controlli periodici.

All’inizio del 1963 Ettore Monzeglio assume la direzione dell’Esercizio di Lodrino succedendo a Hermann Hitz che passa all’azienda di Buochs-Ennetbürgen. Si costruisce un nuovo edificio amministrativo e si trasforma la falegnameria. Il 9 aprile di quell’anno il capodistaccamento di Ambri Ferdinand Labhart perde la vita sul San Gottardo (Val Tremola) per la caduta del suo P-2 in volo verso Emmen. Il ticinese, aiut Max Germann prende il suo posto ad Ambri.

Das Verwaltungsgebäude / Bâtiment administratif / Edificio dell'amministrazione

Nel 1966 il Dipartimento militare federale assicura al Canton Ticino l’impiego di aeromobili militari nella lotta contro gli incendi di boschi.

Nel 1969 si costruisce la nuova autorimessa e nel 1970 il Canton Ticino, vista la forte opposizione dei Comuni della Riviera e della città di Bellinzona (ad eccezione di Lodrino), si oppone al progetto di nuova pista che avrebbe permesso l’atterraggio di aviogetti.

1971: La nuova convenzione con il Cantone Ticino sull’uso di aeromobili militari negli incendi di boschi conclude il periodo sperimentale iniziato nel 1966. A Lodrino e Locarno resta stazionato un velivolo di spegnimento (PC-6) appositamente equipaggiato.

Nel 1972 vengono trasformati ad Ambri 4 rifugi per velivoli del tipo U-43 e U-68. Un altro rifugio è ristrutturato e adibito a magazzino locale.

All’inizio del 1973 l’aerodromo di Samedan e la piazza di tiro di S-chanf, finora gestiti dall’esercizio di Dübendorf, passano all’esercizio di Lodrino che, unitamente al personale di Locarno e di Ambri garantirà in futuro il servizio di volo per la DCA sopra le piazze di S-chanf e Brigels. Nel medesimo anno Lodrino diventa piazza d’impiego per elicotteri. Il corpo pompieri d’esercizio P+E è impiegato ripetutamente nella lotta contro vasti e diversi incendi di boschi, alcuni di essi causati da esercizi di tiro della truppa. La statistica di quell’anno riferisce di 598 voli eseguiti durante 31 azioni di spegnimento.

L’11 luglio 1975 un velivolo C-3603 è trasferito da Locarno a Lodrino per essere smontato in vista della sua trasformazione nella versione C-3605 (turbocelica) che avviene presso la Fabbrica federale di aeroplani F+W Emmen. Ad Ambri prende avvio la costruzione della strada nazionale N2 che condizionerà per parecchi anni l’attività della piazza.

A metà maggio del 1976 2 velivoli Porter trasportano materiale di soccorso nella zona terremotata del Friuli (Udine). Il 19 ottobre viene esploso il primo colpo di cannone DCA sulla rispettiva nuova piazza di tiro di S-chanf.

Alla fine del 1976, Carlo Hafner, uomo “della prima ora” lascia l’azienda per raggiunto limite d’età dopo aver diretto il servizio tecnico di Lodrino dal lontano 1943.

Il 1977 vede l’inaugurazione di due nuove importanti strutture: l’aviorimessa per elicotteri e l’edificio della nuova centrale termica. Inoltre Lodrino diventa centro tecnico responsabile dei reattori Ghost (velivolo DH-112 “Venom”) che in precedenza erano attribuiti a Buochs. Il 24 ottobre si inaugura ufficialmente a S-chanf la piazza di tiro “San Güerg”. Essa sostituisce il vecchio impianto che era ubicato nei pressi di Zuoz.

Nel 1978 Lodrino diventa una delle piazze d’impiego MHR (Militärischer Helikopter-Rettungsdienst/Servizio di soccorso con elicotteri militari). Ad Ambri vengono posati 13 contenitori per munizione d’av e a Samedan, è messa in servizio la nuova autorimessa con annessa officina veicoli. Anche San Vittore, piazza da tempo un po’ “sopita”, dà segni di vita: la pista in erba, il percorso di rullaggio e l’area di stazionamento vengono consolidati mediante la posa di piastre metalliche.

Nel 1980 è messo in servizio il nuovo banco di prova per gli aggregati d’avviamento RST-90 dei velivoli Tiger, sistema di cui Lodrino è centro responsabile.

Il 5 ottobre 1984 Lodrino inaugura il nuovo edificio officine, elemento fondamentale del risanamento dell’azienda. L’avvenimento è sottolineato da una giornata delle porte aperte.

Il 13 luglio 1987 l’esercizio di Lodrino è colpito da un grave lutto quando il suo giovane meccanico velivoli Samuele Karrer perde la vita nell’alta Valle Sambuco in seguito ad un infortunio professionale verificatosi durante una missione di trasporto con elicottero.

Purtroppo il 1989 è funestato da un grave incidente. Il 10 luglio il velivolo Hunter J-4079 in volo d’appreccio all’aerodromo d’Ambri precipita nel bosco a est di Lurengo. Il pilota, 1° ten Schoberth perde la vita.

Nel 1985 hanno luogo a Lodrino i Campionati svizzeri d’acrobazia.

Con la vendita all’asta del 12 dicembre 1987 a Lodrino escono definitivamente di scena i velivoli C-3605. A partire dal 1988 i voli di puntamento DCA si svolgeranno con i nuovi PC-9, noleggiati inizialmente presso la ditta costruttrice.

Die C-36 stehen bereit zur Versteigerung / C-36 à Lodrino: vente aux enchères / C-36 a Lodrino: vendita all'asta
Blick auf Ambri / Vue sur Ambri / Veduta di Ambri

Il 31 dicembre 1988 il capo esercizio di Lodrino Ettore Monzeglio conclude la sua attività professionale e consegna la direzione dell’azienda nelle mani di Nelio Rigamonti.

A fine aprile 1989 Max Germann, capo distaccamento di Ambri, si ritira a sua volta in pensione. Sei collaboratori di Lodrino fanno la conoscenza del propulsore ADOUR che equipaggia il nuovo aviogetto d’addestramento Hawk. L’istruzione avviene direttamente presso il costruttore britannico. Lodrino assume la responsabilità tecnica di questo sistema unitamente a quella del propulsore MAKILA montato sugli elicotteri da trasporto Super-Puma. Il numero di velivoli P-3 viene ridotto da 67 a 40.

Nel 1990 Lodrino prende in consegna, quale centro responsabile, i primi 4 velivoli PC-9 che ora appartengono alla Confederazione. Ancora in quell’anno l’azienda assume un nuovo assetto organizzativo che vede la costituzione di nuove unità di lavoro in parte inedite come: servizio di stato maggiore, del materiale di volo, delle officine generali, amministrativo e del personale.

PC-9 Unterhalt in Lodrino / Entretien PC-9 à Lodrino / Manutenzione PC-9 a Lodrino

Nel 1992 gli specialisti di Lodrino si recano in Francia per conoscere a fondo il propulsore MAKILA in vista dell’esecuzione dei lavori di revisione. La flotta P-3 viene ulteriormente ridotta. Ciò prelude alla liquidazione di questo tipo di velivolo che avviene mediante vendita all’asta degli ultimi 23 esemplari nell’aprile del 1995.

Il Distaccamento

Storia dell’aeroporto di Lodrino 1994-2021, autore C. Mazza.

RIFORMA ESERCITO 95: Aeroporto a rischio di chiusura

Sugli sviluppi della lunga e travagliata procedura per l’acquisizione dell’Aeroporto da parte del Comune di Riviera giustamente si è ampiamente parlato e scritto in questi ultimi mesi. Chi ha vissuto per lungo tempo in prima persona il difficile percorso di questa importante struttura, non può che compiacersi nel constatare che le trattative d’acquisto avviate con determinazione dall’allora comune di Lodrino sono state concretizzate con successo dal nuovo comune di Riviera. Sin dal suo insediamento istituzionale il nuovo Esecutivo ha indicato nel “Progetto Aeroporto” uno dei temi più importanti di legislatura. Sotto la direzione del sindaco Raffaele De Rosa si sono da subito create le premesse per concretizzare questo fondamentale progetto di sviluppo. Rendo atto al Municipio di Riviera di aver saputo garantire a questo importante tema una decisa impronta di continuità immediatamente dopo l’entrata in carica di Raffaele all’alta funzione di Consigliere di Stato, nomina da noi tanto sognata. Un impegno, che ha consentito al Comune di concludere l’iter per l’acquisizione della struttura in modo celere, con argomenti di rivendicazione forti e convincenti condivisi e sostenuti dal Consiglio comunale.
Il resto è storia recente. La concretizzazione dell’acquisto di questa importante struttura mette la parola fine ad un percorso che si è protratto per diversi anni. Il Comune può ora concretizzare una politica di sviluppo su basi di consolidamento solide e chiare, nell’ottica del Piano tecnologico quale base strategica per la sua evoluzione e con una forma giuridica ufficializzata. Ho ricordato che il dossier aeroporto è stato lungo e travagliato. Giova a questo proposito rammentare per una completa conoscenza dei fatti, quanto il tema abbia seriamente impegnato il comune di Lodrino soprattutto negli anni 1994/95. Allora, come ha anche sottolineato il nostro Presidente Massimo Ferrari nell’opuscolo di presentazione della Sezione PPD Riviera alle elezioni comunali del 18 aprile 2021, si prospettava la chiusura della base di Lodrino. Per dovere di informazione e per rispetto e riconoscenza nei confronti delle molte persone e Enti istituzionali coinvolti nell’impegnativa e dura operazione di difesa di questa importante struttura, ritengo opportuno ricordare quanto avvenuto e sulla base di quali elementi si è sviluppata la nostra battaglia dopo aver saputo che il destino del “nostro” Aeroporto era purtroppo segnato sotto la scure di pesanti tagli finanziari.

Infatti, in quell’epoca era in fase di compimento il concetto definito “Riforma esercito 95” che aveva come scopo un’operazione di razionalizzazione dei compiti dei servizi vicini alla truppa, in particolare nel campo dell’aviazione. Si percepiva un’ossessionante esigenza di risparmio finanziario delle spese militari sotto critici riflettori, alimentati da un dibattito politico estremamente ferreo nella Berna federale e da Movimenti di opposizione al principio di Esercito svizzero. Lo studio di questa riforma aveva come concetto di fondo l’ipotesi secondo la quale tutta l’attività di supporto in campo aviatorio doveva essere riorganizzata basandosi su principi maggiormente dinamici e moderni nel loro processo operativo. Questa visione ha portato gli “specialisti” dell’analisi alla conclusione che le 11 sedi di supporto tecnico all’aviazione presenti in diversi Cantoni svizzeri, principalmente alpini, più non si giustificavano e dovevano essere ridotte a 5. Fra le 6 sedi decapitate figurava purtroppo anche la sede di Lodrino. Tale rivoluzione avrebbe comportato la sua definitiva chiusura entro il 1997 con il conseguente licenziamento di tutti i dipendenti. Un inconcepibile schiaffo morale, immeritato e incomprensibile per l’oltre centinaio di collaboratori fieri del loro mandato al servizio della Confederazione svizzera. Anche per Comune e Cantone la misura suonava come un atto irrispettoso della storia di un’azienda presente a Lodrino sin da inizio anni 40. L’operazione prevedeva il trasferimento delle attività presso la sede di un colosso svizzero dell’aviazione oltre Gottardo. A riscaldare ulteriormente gli animi, ai dipendenti veniva offerta un’umiliante e assurda possibilità: chi si fosse dichiarato disposto a trasferirsi a Stans avrebbe avuto la possibilità di essere assunto da Pilatus. L’ideatore di tale sconfortante idea ignorava il fatto che si sarebbe trattato essenzialmente di persone residenti con famiglia e con abitazione propria a Lodrino e nei comuni del comprensorio. Un’assurda ipotesi più provocatoria che reale.
Di fronte a questa prospettiva è sorto in modo spontaneo, in appoggio a Lodrino, un fronte unico di solidarietà, convinto di poter contrastare in maniera determinata e civile gli intendimenti prospettati già pronti ormai per essere concretizzati. Su proposta dell’allora Consiglio di Stato è stato affidato al Comune il compito del coordinamento di tutte le forze aggregate alla nostra causa, oggi si definirebbe una “task force”. Con il sottoscritto facevano parte dell’Esecutivo Mario Ceresa, Vice sindaco, Alda Cavadini, Milena Bignasca (deceduta nel 2018) ) e Loris Sonsogni, sostituito nel corso del quadriennio da Paola Da Vittori. Praticamente tutte le istituzioni politiche ticinesi ne hanno fatto parte attiva. Ricordo per atto di riconoscenza i nostri alleati:
il Consiglio di Stato, Presieduto da Renzo Respini (anno 1994) e da Alex Pedrazzini (anno 1995), il Gran Consiglio, in particolare i Deputati delle Tre Valli fra i quali il nostro rappresentante ancora in carica sino ad aprile 1995 Waldo Barelli, la Deputazione ticinese alle Camere federali attiva con i suoi membri con puntali interpellanze al Consiglio federale sul tema (Massimo Pini e Fulvio Caccia), la Regione Tre Valli, presieduta da un battagliero Giulietto Zanotta, la Comunità della Riviera, presieduta da Rolando Tognini, il Patriziato di Lodrino presieduto da Elvio Bernardi, l’Associazione sindacale del personale dell’aerodromo di Lodrino, il Sindacato VPOD Gruppo Aerodromi e l’ex Direttore Col. Ettore Monzeglio. Ricordo con doveroso rispetto la determinazione del nostro Consiglio comunale autore di un atto storico e lungimirante, ovvero un Appello al Consiglio federale proposto da Elvio Bernardi, adottato all’unanimità nella seduta del 30 gennaio 1995, una prima in assoluto nella storia del nostro Comune. Toccante pure il significativo sostegno dell’Associazione anziani Lodrino-Prosito presieduta dal suo primo Presidente Rocco Bernasconi.
Torno doverosamente sul ricordo di Waldo Barelli per rilevare come egli sia stato una figura legata all’Aeroporto come nessun altro. Indimenticato Sindaco e Deputato al Gran Consiglio dal 1979 al 1995, ha passato una vita nelle forze aeree, dapprima come apprendista, in seguito nella Svizzera interna e più tardi presso la sede di Lodrino. Un esempio di dedizione e capacità intuitive e strategiche eccezionali. Egli mi è stato sapientemente vicino nei momenti di rassegnazione incitandomi a trasformare il sentimento amaro dell’ingiustizia in forza di propositiva speranza, cosa che ho saputo fare. Solo a lui ho confidato un’idea che da tempo mi balenava nella mente ricevendo il suo convincente appoggio. La ricordo nella sua sostanza.
Mosso dal convincimento che l’attività di Lodrino sarebbe in buona parte confluita nei già floridi forzieri della ditta costruttrice di buona parte della flotta aerea elvetica, è sorta in me una travolgente ribellione: Lodrino chiude non perché manca il lavoro ma semplicemente per calcoli matematici eseguiti a tavolino senza alcuna considerazione sulle negative conseguenze economiche che avrebbero subito le Regioni coinvolte. L’ipotesi era palesemente contradditoria alla politica federale dell’aiuto alle zone periferiche promossa dalla Confederazione stessa, zone perennemente confrontate con difficoltà economiche per le quali più volte si sono rivendicati a Berna aiuti mirati: (tracciato autostradale, industria del granito, Alp Transit, attività agricole, chiusura della Monteforno, trasporti pubblici, FFS, ecc.) senza ottenere riscontri soddisfacenti fatta eccezione per il tracciato autostradale (anni 80) di cui apro una parentesi fuori contesto.
“Il progetto della N2 prevedeva sull’attuale bellissimo parco del Centro sportivo la realizzazione di una invadente e sproporzionata area di sosta. Grazie ad un’incisiva azione di contestazione contro simile scempio paesaggistico portata avanti con vigore dagli amici Ennio Ferrari (Presidente in quel periodo della Sezione PPD Lodrino-Prosito) Massimo Ferrari, Elvio Bernardi e Marcello Bernardi la proposta federale è stata revocata optando per una soluzione in territorio di Moleno. Il Comune ha potuto in tal modo conservare un pregiato spazio naturale sul quale poco dopo ha realizzato un moderno centro destinato allo svago dei propri concittadini, un’area di grande pregio ricreativo in generale e sportivo in particolare molto apprezzato. A distanza di oltre 30 anni dalla sua creazione il “Centro sportivo”, arricchito da ulteriori strutture di complemento, si conferma come struttura di socializzazione assolutamente apprezzata in un’oasi tranquilla e di sano divertimento per tutti.” (fine della citazione fuori contesto)
Ciò premesso, riprendo il percorso storico della “nostra” struttura aeronautica.
Era evidente che la paventata chiusura dell’Aeroporto risultava ai nostri occhi una palese ingiustizia, assolutamente inaccettabile perché irrispettosa dei diritti delle Comunità minoritarie perennemente in gravi difficoltà economiche.
Da queste riflessioni è sorto in me il convincimento che per salvare l’Aerodromo di Lodrino avremmo dovuto uscire dagli schemi classici di sostegno con la creazione di una soluzione “TICINO”. Un’iniziativa che potesse coinvolgere industriali, finanzieri, banche, Cantone, una realtà in grado economicamente di subentrare alla Confederazione nella continuità di un’azienda di assoluta competenza e piena di storia che doveva essere salvaguardata e rilanciata. L’idea ha ottenuto un ragguardevole interesse al punto tale che nel febbraio 1995 vi erano solide premesse di concretizzazione. L’ipotesi ha suscitato ammirazione e appoggio, ma anche qualche critica subito sedata dalla serietà del progetto, giunto appena in tempo sul tavolo delle trattative in quanto la decisione era imminente. L’idea era stata apprezzata per la sua caparbietà e originalità anche dal Consigliere federale Villiger.

Finalmente il 23 marzo 1995, con nostra grande soddisfazione, il Capo del Dipartimento militare federale annunciava che il Consiglio federale aveva deciso che l’aerodromo di Lodrino manteneva la sua subordinazione alla Confederazione e che gli oltre 100 posti di lavoro, fra cui una quindicina di apprendisti, erano salvaguardati. Del Governo federale faceva parte un influente membro ticinese, Flavio Cotti il quale come abbiamo poi saputo aveva avuto un ruolo determinante sulla tanto attesa decisione. Da poco scomparso, mi preme ricordare l’amico Flavio con affetto, stima e gratitudine per la simpatia che sempre ha nutrito nei confronti dei Lodrinesi e delle loro rivendicazioni. Sui motivi politici di questa importante decisione lo stesso Consigliere federale Villiger informava che avrebbe riferito in veste di Presidente della Confederazione il 28 luglio a Lodrino, luogo da lui scelto per la registrazione televisiva del tradizionale messaggio alla popolazione svizzera sui valori del Primo di agosto. Nella sua lettera di conferma della visita inviata al sottoscritto, l’On. Villiger così si esprimeva: “Non è un caso che io abbia scelto Lodrino per la registrazione della trasmissione televisiva del primo agosto. E’ infatti mia intenzione mostrare alla Svizzera tedesca che la popolazione del suo Comune, laboriosa e profondamente legata alla sua terra, sa attraversare tempi molto difficili senza perdersi d’animo. Come vede, il Consiglio federale ritiene importante che siano considerate e rispettate l’operosità e le preoccupazioni della Svizzera italiana”. E all’incontro del 28 luglio a Lodrino con Autorità e popolazione si era tra l’altro espresso in questi termini: “In considerazione del difficile momento in cui versa il vostro Cantone, la Confederazione non ha quindi voluto infierire ulteriormente con lo smantellamento delle infrastrutture militari presenti in Ticino. Il popolo ticinese sta soffrendo, ma anche lottando contro un momento congiunturale molto difficile. Il Ticino è attivo e lavora per la propria sopravvivenza e per quella dell’intera Confederazione. Lodrino è un esempio per la Svizzera.

Apprezzamenti che ci hanno molto onorati e ampiamente ricompensati per tutto quanto da noi fatto con passione e impegno per la salvaguardia di questa struttura che oggi, nel 2021, è sulla via della forma civile, attraente sfida per la sua definitiva collocazione nel settore dell’aviazione con progetti coraggiosi e stimolanti.
Sono convinto che senza la nostra determinazione e il sostegno di coloro che si sono battuti al nostro fianco, sull’intero comparto dell’aeroporto oggi si falcerebbe al massimo solo il fieno.
Carmelo Mazza, già sindaco di Lodrino dal 1992 al 2017